I COMMENTI DEGLI ALTRI

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Lettere a Roberto Quaglia - 2

Due aforismi: quando il genio si veste di arguzia, acquisisce eleganza.
Quando il genio si veste di sprezzo, non appare di classe.
Riccardo Romano
Artigiano, 57 anni, Villaggio Valle Gaia
personaggio preferito: Claudia Schiffer
rromano@programatic.it
Caro Quaglia, le sue pagine mi fanno perdere troppo tempo, essendo tremendamente interessanti. Non pagherò il libro sul Costanzo Show, perché non mi è piaciuto molto. E' troppo esplicitamente pervaso dalla sua multiforme personalità. Tra l'altro l'ho letto solo in parte e non riesco a sopportare l'eloquio alla "Fiori per Algernon": mi dà troppo sui nervi. Per il resto solo complimenti enormi. Perché non ci dice dove si possono trovare i suoi altri libri? Ci sarà qualche libreria internazionale che li tiene?
Marco Pievatolo
personaggio preferito: Gesù Cristo
marco@iami.mi.cnr.it
Mah...meglio di un calcio nei denti!
Francesca
29 anni, Firenze
personaggio preferito: Peter Sellers
f.maurri@fi.flashnet.it
No comment!!
Antonio
Tecnico elettronico, 31 anni, London
personaggio preferito: Aldous Huxley
z8001471@zoo.co.uk
L'eroina e la cosa piu bella del mondo, per me.
Patrix
Disoccupato, 25 anni, Firenze
personaggio preferito: Adolf Hitler
angel@iol.it
Il tuo umorismo é molto particolare, ma penso che un posto sul maurizio costanzo show potresti anche guadagnartelo, visto che ci sono finito anch'io.
Fabio
25 anni, Torino
personaggio preferito:: Silvio Berlusconi
lacma@tin.it
Mi hai fatto riflettere su ciò che è la vita e ciò che è la morte. BRAVO tu. Un po' meno Maurizio COSTANZO. Ciao.
Nicola Luppino
Commenciante articoli sportivi, 36 anni, Trapani
personaggio preferito: Elio e le storie tese
nicolhbb@comeg.it
(...) Le mirabolanti avventure di Roberto Quaglia, erudito nel secolo dei consumi. (...)
Carlo A. Martigli
martigli@Omninet.it
Una piccola domandina: come si fa a proteggere un libro in rete con il copyright e quanto costa? (E' la prima domanda che mi sorge a vedere il libro!)
Stefano
barale@edu.ph.unito.it
Sono perfettamente d'accordo su quello che hai scritto, forse saremo cinici e senza fede..
Caterina
Avvocato, 35 anni, Catania
personaggio preferito: Roberto Quaglia
caterina.l@iol.it
Vorrei far notare che il cristianesimo NON E' UNA RELIGIONE. Se per religione si intende una serie di regole morali da seguire, il cristianesimo è un AVVENIMENTO accaduto 2000 anni fa. E' la risposta alle domande che ognuno di noi si fa. Non si tratta di cose da fare, regole da rispettare, ma si tratta di una presenza di cui stupirsi. Non si diventa cristiani studiando il cristianesimo, ma confrontandolo con la nostra esperienza di vita, verificando che risponde alle nostre esigenze, all'esigenza di felicità di ognuno di noi. CIAO
Nerella
Libera Professionista, 37 anni, Novamilanese
personaggio preferito: Gesù Cristo
buggio@logical.it
Secondo me lei è un pirla, sto scherzando, credo però che se anche il papa rifiutasse la sua papa mobile, non gli sarebbe consentito. Le ricordo inoltre che il suddetto ha già rischiato la sua pellaccia.
Armando
arm@ntt.it
Ma vai a fare in culo
Maurizio, Giancarlo e Flavio
Aosta
mea@mentula.lat
Sgwejfnnc, gftyryk ytyu gf llorttysabmnnm, bvbbt. Ciodooòà, hgtry hy t'yruuup ttreiiu llpiuye; iyrre bv jsh n ndnus wenf n wqfqwmx we iwefcwf f fiwf rf . (...) Quc sd dlr vlf ewùf, rflùeq. E posso dire molto di più, ma per non peccare in presunzione, qui mi fermo. A tutti un caloroso saluto.
P.S.: R.Q, avrai i miei soldi.
Marco
Genova
personaggio preferito: Peter Sellers
cprmrc@iol.it
Ciao QUAGLIA!! Non ti conosco e non ho idea di chi tu possa essere ma mi hai colpito con i tuoi effetti multimediali oltre alla tua "pazzia" che credo non lasci dubbi a nessuno. Ma io penso: Come sarebbe la rete senza persone come te?? Molto noiosa !! Quindi Benvenuto nel mondo dei pazzoidi. Ps: Sono andato a fanculo da solo prima che mi ci mandasse uno di voi e devo ammettere che non si stà poi tanto male!! Ciao Quaglia e.... OCCHIO ALLA PENNA!!
Maurizio
Meccanico Navale, Pesaro
personaggio preferito: Robert Heinlein
biuxru.044@telnet.pesaro.ps.it
L'ipocrisia della gente regna sovrana (vedi Maurizio Costanzo).
Giacomo Castelnuovo
Giornalista, 49 anni, Roma
personaggio preferito: Isaac Asimov
Karamojo@tin.it
Ho letto la lettera n°9 sugli animalisti. Complimenti! Temo purtroppo che non s'incazzino, dal momento che si sentono depositari della verità e vittime (con gli animali) della bruta società umana.
Paolo Dalla Pria
Dirigente, 38 anni, Udine
pdallap@tin.it
Bastardone!! con un libro del genere è inevitabile she forse il tipo della TV prima o poi ti chiami. Speriamo!!
Nito Trasciatti
nitot@tin.it
Caro Quaglia, ieri alla radio ho sentito un'informazione che potrebbe permetterle di togliersi la soddisfazione di dire "io l'avevo detto" o più nobilmente di dimostrare una volta di più il potere della buona fantascienza (come la sua). In una causa non ben specificata, la Cassazione ha deciso che lo spogliarsi non offende più il comune senso del pudore (come invece accadeva prima), mentre l'esplicita allusione a rapporti sessuali lo offende ancora (o qualcosa del genere). Mi scuso per il modo vago in cui riporto l'informazione, ma stavo lavando i piatti quando l'ho sentita. Bene, è facile immaginare, come lei ha fatto nel suo pensiero stocastico sul futuro del sesso, che prima o poi ne verrà fuori un'altra in cui si dice che ad esempio un rapporto sessuale in pubblico non offende più il comune senso del pudore e così via, con la giurisprudenza che insegue l'evolversi della realtà. Le proporrei di inserire alla fine dei suoi scritti notizie simili dalla realtà che ne confermano la valenza previsiva, anche se si potrebbe obiettare che scrivendo così tanto, la probabilità di indovinarne qualcuna sia praticamente uno. (...) Saluti.
Marco Pievatolo
marco@iami.mi.cnr.it
Ho letto quello che hai scritto... e quindi Ti meriti di leggere quello che ho scritto io!! BECCATELO:
(...) Ma esiste una "realtà oggettiva"? O esistono solo tante realtà soggettive quanti uomini sulla terra? Io sono per la seconda ipotesi. La REALTA' OGGETTIVA è solo una chimera, possono esserci opinioni largamente condivise, ma nessuna realtà oggettiva. Forse questo è un modo di scrivere da impazzire, o forse no? Secondo Voi (o TU, TE, chiamati un po' come vuoi!) è una realtà oggettiva il fatto che io ora sto scrivendo? Ma cosa vuol dire scrivere? E già qui dovrei andare a vedere sul vocabolario... Ho trovato almeno 6 diverse accezioni di significato: sicuramente io non sto "tracciando sulla carta segni grafici convenzionali"... sto sicuramente fissando "parole e pensieri mediante la scrittura anche in modo convenzionale e, nella fattispecie, utilizzando la tastiera di un computer". Si, questa potrebbe essere una REALTA' OGGETTIVA, però bisogna collocarla nel tempo. Ora sto scrivendo ma quando TU leggi io magari non sto più scrivendo, la realtà oggettiva diventa quindi che io "HO SCRITTO", in passato. Forse sto veramente diventando pazzo, sarà meglio che interrompo, dal momento che sono già le 20.07 e 26 secondi, pardon 29, ehm... volevo dire 40... lasciamo perdere! Certe volte vorrei capire chi mi ci ha mandato su questo pianeta!! (...) Fino a poco tempo fa mi sembrava strano "passare" da un anno all'altro e ultimamente non mi fa più nessun effetto, questo mi preoccupa, che stia VERAMENTE invecchiando? Potrà rimanere il mio pensiero per i posteri? Che sia proprio Internet la mia salvezza? Potrò depositare in un computer quello che io penso in questo XX secolo quasi XXI??? Perché è così che funziona, no? Sto forse esagerando con i punti interrogativi? Dovrei dedicarmi di più a quelli esclamativi? (...) Ecco la citazione: "Che ridicoli che siamo: cerchiamo di ammazzare il tempo quando sappiamo benissimo che è il tempo ad ammazzare noi". (...) Meglio cavoli a merenda o stuzzicadenti impannati in un attimo di fuorviante pazzia o ruminante perdita di tempo. Amico hai del coraggio, chiunque tu sia, comunque grazie. Perché Tu sai, forse, che dietro questo casino di parole c'è un uomo, un UOMO VERO che cerca di comunicare con altri UOMINI (in senso lato, come dire umanità, non volevo fare del maschilismo). In senso lato anche le donne sono UOMINI, mentre gli uomini non sono donne!! (...) Tanti saluti e buon 1998. Buon Tutto. Buona Morte? Buona Morte non si dice mai... Dolce Morte però si!! Bisogna parlarne amici miei, bisogna metabolizzare la MORTE perché E' PARTE INTEGRANTE della Vita: non c'è vita senza morte, quindi se volete vivere ricordatevi che dovete morire!! Ciao!!
"The Dust"
Genova, 30 anni
personaggio preferito: Roberto Quaglia
polvere@greentel.it
La felicità non premia la virtù, così come il dolore non punisce la colpa. Il mondo va avanti, perchè Genova non vuole? (...) Auguri per il 1998.
Ugo Palagonia
Impiegato, 50 anni, Genova
personaggio preferito: Isaac Asimov
ugo_palagonia@iol.it
Ma dove trovi il tempo ! Sei forse un creativo insonne ? Insonne ??? bah! Creativo ! Ipercreativo (malato?) Creativo ! Ciao e buon lavoro
Giuliano Ammaniti
Roma, 33 anni
personaggio preferito: Peter Sellers
http://www.spazio.tin.it/edicola/gammanit
ammcos@tin.it
Sei troppo forte, inoltre grazie a te mi sono conquistata un bel 7 in italino! Ti ringrazio di cuore.
Erika
Studentessa, 17 anni, Mantova
personaggio preferito: Francis Ford Coppola
erika01@.it
Ok ok ... in Italia scrivono cani e porci perciò uno più uno meno ...la cosa non mi interessa troppo. Il problema è che fondamentalmente sei noioso, caro il mio Quaglia, e non basta saper accozzare due parole in maniera.. decente?!?- Per scrivere. Manchi di talento Bello!!! Comunque vai pure ad affollare i banconi delle librerie, ti vedo bene tra i testi di Sai Baba e le 100 posizioni dell'amore.
Filo
21 anni, Rimini
fcesari@iper.net
Caro quaglia, nel tuo cognome la tua essenza. Sei un megalomane, che visto da vicino ci fa cadere le palle...anzi inviterei chi abita a Genova a cercarti per rendersi conto del flop che ti sei (basterebbe comunque leggere i tuoi articoli con un minimo di attenzione.. ti meriteresti giustappunto Costanzo a cena ogni sera! Ciao.
Cristiano Ghirlanda
Impiegato presso sua madre, 29 anni, Genova
personaggio preferito: Helmut Kohl
crghirla@tin.it
(...) sto ancora pensando come si possa impostare una intera trasmissione sulla domanda "Venderesti L'anima al diavolo se bussasse alla tua porta ?" Ebbene la mia opinione è questa! E' possibile che a nessuno dei presenti sul palcoscenico sia venuto in mente che se il diavolo bussasse veramente alla mia porta, io avrei per paradosso la conferma che l'Anticristo esiste, ma se esiste l'Anticristo allora esiste anche Cristo. E allora perché vendere l'unica cosa che so già essere l'unica che mi servirà, in quanto sarebbe confermato anche il fatto che esistendo Cristo, Esiste una seconda vita. Io sono fondamentalmente Ateo, anche se Cristiano, ma a tale domanda risponderei così come descritto. Conclusione: Secondo me la risposta più ovvia non è venuta in mente a nessuno, ma mi viene da ridere pensando al fatto che addirittura uno dei partecipanti alla trasmissione, di cui non ricordo il nome disse: "Io venderei l'anima per scoprire il cosmo"; ma che cazzo di cosmo se esiste Cristo esiste Dio se esiste Dio il cosmo probabilmente esiste grazie a lui , e allora perché l'anima non te la tieni e chiedi direttamente a Dio al momento giusto di fartelo scoprire ? BE !! L'unico motivo per il quale venderei l'anima al diavolo sarebbe la consapevolezza di essere stato una grande carogna nella cosiddetta vita terrena; e quindi sapere a priori che Dio stesso non mi perdonerebbe. Ciao
Stefano Mensa
Impiegato, 30 anni, Fornovo San Giovanni (BG)
personaggio preferito: Marco Pannella
75826095@it.ibm.com
Caro Quaglia, mi decido a scriverle mentre le sue astruse musichette intossicano la mia scheda audio. Non è un'esperienza da poco imbattersi nella sua home page. Io prima di oggi non l'avevo mai neppure sentito nominare, sto nome: "Quaglia". Ma è un nome d'arte, vero? In realtà questo messaggio ha ambizioni serie, poi ci arriviamo. Prima mi complimento per il sito. (Ma si vede che dietro c'è tutta la lucidità di una mente forse folle). Tra l'altro, sto scrivendo il messaggio mentre aspetto di aprire la prima pagina del suo libro Maurizio Costanzo, ecc. Ma si rende conto che per arrivare ad aprire il libro lei ci ha messo settecentomila preamboli? (tra cui un Affanculo che mi sono beccato). Insomma, si decida: è gratis o no il libro? C'è una continua ambiguità tra l'ipotesi di un libro "shareware" e il fintamente ironico "imperativo etico". In effetti neanche io saprei come fare, al suo posto. E' molto interessante ciò che lei dice sul tema letteratura in rete e rapporto con la letteratura cartacea e i suoi meccanismi tradizionali. Mi riferisco alla parte introduttiva che precede il libro M. Costanzo Show. Penso che fondamentalmente lei abbia ragione, nel senso che comunque resta pur sempre una bella differenza tra una manciata di byte (o di fogli stampati) e un libro vero e proprio. Ma secondo me il punto è un altro. Qui non si tratta del paragone tra supporti per la parola (scritta), cioè carta o monitor, inchiostro o byte. E' un problema di distribuzione dei prodotti e delle idee, un problema di libera società e di mercato. Ad esempio: le librerie vendono già molti CD-Rom. Chi lo sa, tra un po' (visto il prezzo della carta) magari cominceranno a distribuire i romanzi in versione elettronica, su CD o floppy. A quel punto la distinzione va fatta tra prodotto che sta sul mercato, da una parte (ossia il libro o il cd della libreria), e l'"oggetto" indistinto liberamente fruibile via rete. E a questo punto il conflitto c'è, altro che.
Andiamo oltre. La cito:
l'editoria "online" favorirà il lavoro di selezione degli editori. Ciò inoltre comporterà il superamento dell'odierno, rituale, postulante e umiliante pellegrinaggio degli aspiranti autori alla corte dei grandi editori che comunque nel 99% dei casi mai leggeranno i loro manoscritti. Saranno infatti gli editori ad avere tutto l'interesse di cercare su Internet i libri online che abbiano riscosso nel ciberspazio un tale successo da rendere con certezza conveniente e remunerativa anche la loro pubblicazione su carta e in libreria.
Devo dire che lei ha fiducia nella gente italica, certo più di me. Io nella attuale situazione della letteratura in rete vedo, invece, l'infausta opportunità che gli eserciti di grafomani italiani attendevano da tempo per ammorbare il prossimo a costo zero e senza l'odioso filtro dei beceri "editor" delle case editrici. Una pur seria collocazione di un libro (magari in versione DEMO, qualche pagina per invogliare all'acquisto) in rete finirebbe risucchiata nel mare indistinto. Quindi i casi sono due: o vai in libreria dove trovi il "prodotto" letterario accuratamente confezionato e garantito da un'esperta équipe di cialtroni professionisti del mestiere (editori, curatori, talent scout, ecc.), oppure ti affidi alla clandestinità della rete, dove nulla è filtrato e tutto è equivalente. Insomma, difficile esprimere giudizi. L'unica cosa certa è che il pietoso otto volante delle tv e giornali starà sempre dalla parte del prodotto confezionato e prezzato e non mai dalla parte dei gratuiti e clandestini. Ma non voglio mitizzare questi ultimi, troppo spesso pretenziosi e inconsistenti. Per quanto riguarda gli editori che indagano i gusti su Internet: bah, può anche darsi, ma non sono gli internauti che fanno il grande numero delle vendite. Se io, per dire, che sono sconosciuto, pubblico un primo libro, sarà più facile impormi, da parte dell'editore, di imitare uno degli stili in voga e già affermati (stile-pulp, stile-Tamaro, stile-giovane scrittore, stile-alternativo, etc.) piuttosto che lanciarsi in una distribuzione on-line di qualche pagina; tanto più che l'internauta è il classico soggetto che non sborserà mai una lira solo perché invogliato durante le navigazioni: se è diventato, a fatica (perché ancora non è da tutti) un internauta, lo ha fatto proprio per smetterla di subire i condizionamenti tipo pubblicità della tv, e per ottenere quanto più può (dalle foto porno alle notizie, a qualsiasi informazione) al costo di pochi scatti - non a caso il 90 % degli internauti e appassionati di pc è avvezzo allo scaricamento selvaggio di qualsiasi tipo di software dalla rete ma non ha mai acquistato un programma originale in un negozio. E' una abitudine che ha radici profonde: si può spendere 3 milioni per il pc ma nessuno entra in un negozio, tira fuori 700.000 lire e se ne torna a casa col suo bel Microsoft Word originale. Diverrebbe lo zimbello del quartiere.
La cito per l'ultima volta:
Inoltre, la pubblicazione di un libro su Internet può già in sé comportare dei ritorni economici. Vige già per il software la formula dello "shareware". Essa può applicarsi anche alla letteratura online. Il pubblico che legge è in buona parte composto da persone onorevoli, mediamente in grado di rispettare un'etica condivisa
Bubbole. I casi sono due, o Internet è uno sfizio o è una cosa come un'altra. Se è uno sfizio, non ne parliamo nemmeno. Se è una cosa seria, la "onorevolezza" dei partecipanti non può affatto essere garantita o ipotizzata a priori. Internet è come l'autobus. Lo si prende per un fine razionale, onesto, ma poi sopra c'è di tutto, il bello, il brutto, l'onorevole e il disonorevole. E proprio lei che pubblica in Romania, ecc.: sarebbe facile, che so, per un editore senza scrupoli di un paese lontano, scaricare le ignote opere di un (per il suo paese) ignoto scrittore on line italiano, farle tradurre da un traduttore e poi pubblicarle nel suo paese e farci i quattrini. Lei capirebbe che si tratta di un suo libro, di fronte a un'edizione coreana o giapponese di cui non riuscirebbe neppure a capire i numeri delle pagine o quale sia il verso giusto? (non perché sia deficiente ma perché non conosce quegli alfabeti). Temi interessanti ma ora vado a dormire, grazie di avermi ascoltato.
Giovanni Mascia
masciag@unive.it
E' un piacere rilassarsi con queste letture virtuali quando sei incazzato o cerchi un'idea. Conto meno di niente, ma mi darò da fare per segnalarti a editori miei conoscenti. Arcbas.
Enes
Architetto, 48 anni, Bologna
personaggio preferito: Marco Pannella
arcbas@mailbox.dsnet.it
Bravo.
teatrodalnulla@iol.it

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Indice delle lettere al Maurizio Costanzo Show.

Copertina del libro "Caro Maurizio Costanzo Show...".

Ma chi Roberto Quaglia? - la homepage














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